percezione visiva
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Ogni relazione, ogni occasione

in cui l’uomo deve comunicare, lo fa attraverso segni e simboli: le stesse lettere dell’alfabeto sono dei segni e le parole il simbolo di qualcos’altro. Da più di 5000 anni l’uomo ha fissato su pietra, argilla, papiro, pergamena, legno, e altro la memoria della sua esperienza religiosa e delle sue credenze. Per questo fine egli ha usato segni e simboli, i linguaggi umani.Segno Rosso

SEGNO
E’ un indicatore, un segnale univoco. E’ un significante che richiama principalmente un significato. Il Segno è la comunicazione globale di una realtà entro un codice comunicativo umano. Il segno tende a comunicare significati in modo univoco, non-equivoco. Tende alla precisione (es.: il semaforo rosso, il rumore di un tuono, etc.)


simbolo giustizia o pesoSIMBOLO

Un simbolo è un ente che tende ad evocare almeno un significato, una realtà ulteriore a quella che normalmente rappresenta come segno. Attraverso la percezione del contesto o della percezione di una traiettoria del segno si crea poi l’intuizione di una realtà in particolare che si riconosce come indissolubilmente legata a quel segno. Il simbolo è equivoco perchè va a “risvegliare” piu’ segni. Tra l’altro il simbolo quando troppo esplicito tende ad essere un “camaleonte” perché è ambiguo, ovvero cambia il valore che l’uomo gli associa a secondo del contesto in cui è inserito, soprattutto se guidato da una indicazione (segno) verbale. Ecco perchè nella progettazione del marchio, di un emblema, occorre sempre tendere ad un valore simbolico semplificato e non troppo illustrativo.


Esempi di SIMBOLO:

croce=incrocio, segnale, crocefissione, cristianesimo,….

bilancia=costellazione, pesatura, tribunale, giustizia, eguaglianza

dare la mano=salutare, amicizia, patto, accordo, affetto, solidarietà,

bacio=saluto, affetto ,devozione, intimità.

acqua=fresco, lavato, pulito, purificato, disseta, irriga,

oceano= galleggiare, fluttuare, immersione.

campana,sirena= richiamo, convocazione, pericolo, festa.

pane=appetito, fame, sfamare, bisogno, solidarietà


simbolo svasticaLa percezione di un segno attiva la memoria delle esperienze vissute, conoscitive, attraverso cui il segno è stato astratto.

Attraverso i segni si può conoscere la realtà in modo essenziale o ri-conoscere, richiamare una esperienza un vissuto esperienziale preciso, un significato. Il segno è per natura impreciso, porta con sè una dinamica che evoca, richiama le realtà significative, ma non coincide mai con la realtà che indica. Più un segno è impreciso più agisce come simbolo.

La fame ci fa cercare un segno che la soddisfi, un oggetto-risposta che sia adeguato, quindi significativo, che faccia parte della nostra cultura dell’alimentazione, che cioè sia stato simbolizzato dall’esperienza di soddisfazione della fame. Il linguaggio simbolico è il linguaggio della suggestione, della emotività, del desiderio che ci pone di fronte alle realtà evocate chiedendoci una decisione: contemplarle per integrarle nella nostra vita o rifuggere da esse, respingerle.

Dal punto di vista simbolico-visivo, sia i colori che le forme possono essere essi stessi dei simboli che rimandano ad emozioni nette o discordanti, come nel caso delle illusioni ottiche.

Regola d’oro che il progettista grafico deve sempre tenere presente se intende comunicare efficacemente:

OGNUNO VEDE CIO’ CHE SA.

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